LE ULCERE INDOLENTI
Le ulcere indolenti, conosciute anche come erosioni epiteliali recidivanti (REE) o SCCEDs (spontaneous chronic corneal epithelial defects) sono lesioni ulcerative superficiali della cornea che si verificano frequentemente nel cane. Queste ulcere sono caratterizzate dalla loro insorgenza spontanea e dalla difficoltà di guarigione, non sono infette e tendono a essere refrattarie alle terapie antibiotiche comunemente utilizzate.
SINTOMI E CAUSE
Si presentano con improvviso fastidio o dolore oculare, il cane infatti tende a tenere l’occhio chiuso e a grattarsi. Risultano refrattarie alle terapie antibiotiche comunemente utilizzate e di solito colpiscono soggetti di età adulta/anziana (>6-8 anni) di razze diverse, meticci compresi, ma sembrano predisposti maggiormente Boxer, Bouledogue Francese, Bulldog Inglese e Pincher.
La loro origine risiede in un difetto dell’epitelio corneale (distrofia) che tende a “ulcerarsi da solo” e non è in grado di riparare come avviene nei soggetti normali, perché il “collante” intercellulare costituito da piccole propaggini (desmosomi) non viene prodotto adeguatamente. Ne consegue che queste ulcere possano diventare croniche (da qui il termine “indolente”), con una sintomatologia altalenante.
COME INTERVENIRE
Spesso gli animali colpiti ricevono terapie topiche per diversi mesi senza guarigione completa prima che venga emessa la corretta diagnosi. Queste lesioni infatti devono essere trattate con particolari tecniche “parachirurgiche” che nel 98% dei casi portano alla risoluzione della sintomatologia. Le procedure consistono in una “pulizia” (debridement) dell’area ulcerativa e in una “stimolazione” delle zone limitrofe con la punta di un ago (cheratotomia a griglia) o con una fresa diamantata (diamond burr) per favorire l’arrivo di cellule corneali sane in grado di riparare il difetto. I tempi di guarigione medi sono di circa 15 giorni durante i quali il cane porterà il collare elisabetta e riceverà terapie topiche a base di antibiotici e lacrime artificiali. Solo nel 2% dei casi è necessario ricorrere ad una “vera” chirurgia (cheratectomia superficiale).
Fortunatamente questa patologia di solito non è grave per l’integrità della visione, anche se possono residuare cicatrici corneali più evidenti e raramente, specialmente in soggetti brachicefalici, complicanze legate a infezioni batteriche secondarie.
Inoltre, è bene ricordare che queste “ulcere indolenti” possono recidivare sullo stesso occhio e, più frequentemente, comparire sull’altro anche a distanza di tempo.
Per questa ragione proprietari e veterinari di base dovrebbero riconoscere la patologia tempestivamente per risparmiare tempo e dolore all’animale rivolgendosi, se necessario, ad uno specialista.
